Balza agli occhi, non c’è che dire, il
sondaggio commissionato dal movimento politico di Veneto Stato (VS) riguardo la
volontà dei veneti di ottenere o meno l’indipendenza dal resto d’Italia in un
ipotetico referendum. A distanza di 150 dall’unità del paese, il Veneto si
conferma regione a forte spinta autonomista e, forse, indipendentista benché ci
siano parecchie questioni ancora aperte e che meritino di essere analizzate in
profondità.
In questo contesto non siamo in grado di
affrontare i tanti nodi tutt’altro che sciolti della non facile convivenza tra
stato centrale e regioni in cui le forze centrifughe non hanno mai accettato
completamente (o non l’hanno accettata affatto) l’Italia unita con Roma
capitale, ma non si possono trascurare i numeri di questo studio anche per chi,
come il sottoscritto, si ritiene scettico sulle effettive possibilità di una
futura indipendenza veneta.
In ogni caso, il sondaggio eseguito tra l’11 e
il 13 gennaio con metodo CATI (le rilevazione telefoniche sono eseguite dall’intervistatore
direttamente su personal computer) su un’ampiezza campionaria di 1.000
interviste, ha determinato i seguenti risultati:
40,9% voterei
si all’indipendenza del Veneto
35,9% voterei
no, sarei contrario all’indipendenza del Veneto
14,9% non
andrei a votare
8,3% andrei
a votare ma mi asterrei
In realtà, riducendo il campione ai soli
votanti, escludendo perciò il “non voto” espresso da chi se ne starebbe a casa
e da chi voterebbe scheda bianca o nulla, la percentuale di favorevoli all’indipendenza
del Veneto salirebbe al 53,3% (i contrari sarebbero il 46,7%). Le ragioni di
questo sorprendente risultato, comunque, possono avere diverse interpretazioni
e, a mio modesto avviso, la gravissima crisi economica che sta attanagliando l’Italia
ne è una spiegazione tutt’altro che illogica.
In un precedente sondaggio risalente al 2008 la
percentuale di favorevoli all’indipendenza tra i veneti era intorno al l’11%.
Insomma, fossero le rilevazioni di gennaio 2012 anche approssimate per eccesso e
“ottimistiche” non si potrebbe comunque nascondere che il salto avvenuto nel
giro di poco più di tre anni è tutt’altro che trascurabile.
Senza nulla togliere alla bontà del rilevamento
eseguito da VS, però, non si possono non notare alcuni punti “deboli” che
meritano di essere esaminati. La crisi economica, in questo caso, diventa
determinante, almeno così si potrebbe pensare, nell’avere spinto una parte
consistente degli intervistati a rispondere affermativamente all’indipendenza
del Veneto. Il 66,6% della categoria operai sosterrebbe un voto a favore,
seguito dal 54,4% di professione media (artigiano, commerciante, impiegato e
insegnate), non a caso le categorie in assoluto più tartassate dal governo
Berlusconi-Lega prima e dal governo Monti ora.
Su scala minore, ma pur sempre interessante è
ciò che avviene per il movimento di VS medesimo. Ricordiamo, infatti, che il
sondaggio completo commissionato da VS riguarda un ipotetico referendum sull’indipendenza
del Veneto, la visibilità del movimento indipendendista tra i veneti ed il suo bacino
e potenziale elettorale. Conosciuto da circa un veneto su quattro (24% per l’esattezza),
circa il 4,5% dell’intero corpo elettorale lo voterebbe. Il 63% circa dei suoi conoscitori avrebbe un’istruzione
medio-alta (media superiore e università) anche se il 64% rientrerebbe nelle
categorie professione bassa o non occupato mentre quasi il 70% avrebbe un’età
compresa tra i 18 e 54 anni.
In conclusione, come già sottolineato più
sopra, non si può tacere la portata assai interessante di tale rilevamento, ma
è probabile che se l’Italia non si trovasse nelle acque agitatissime in cui si
trova, forse non avremmo percentuali così alte di quanti sono favorevoli all’autodeterminazione.
Certo, le condizioni sono tali che venirne
fuori pare impresa ardua e non si può non pensare che queste percentuali non aumentino
ancora, ma nella regione Veneto che per tradizione è anche quella più leghista
d’Italia e che da almeno vent’anni è in continuo fermento mal accettando le “imposizioni”
dello stato centrale e centralista, poco o nulla è avvenuto. Ed è questa la
domanda che molti si pongono da tempo: trattasi di una cosa seria e davvero si
vuole arrivare alla rottura da Roma?
Paride Vallarelli
Per chi volesse saperne di più sul referendum
indipendendista del Veneto, invito a visitare il link relativo ai risultati sul
sito di Veneto Stato: http://www.venetostato.com/2012/01/sondaggio-scientifico-sullindipendenza-del-veneto-il-533-vota-si/


2 commenti:
Lo stato italiano, per come è messo oggi e, ancora più decisivo, per come si comporta nei confronti della gente veneta, non ci merita. Magari con un certo rammarico per quello che diedero a questo stato i nostri predecessori in termini di sacrifici, sangue e sudore, noi vogliamo assolutamente distaccarcene. Ormai il rapporto fra noi e lo stato italiano è talmente logoro che non potrà essere riallacciato, se non in termini di assoluta parità fra stati sovrani e vicini. Il popolo veneto è deluso da questa Italia e si sente tradito e sfruttato. Memori delle nostre antiche glorie e delle nostre tradizioni di civiltà, onestà e laboriosità crediamo fermamente nella bontà del progetto indipendentista. L'esempio ci è dato da Cechi e Slovacchi che si divisero pacificamente e che oggi collaborano proficuamente, ma ognuno padrone in casa propria.
D'accordo sulla profonda delusione perché lo stato italiano è quello che è, ma ciò che io non condivido nell'analisi di chi sostiene la causa indipendendista e secessionista del Veneto è quella di parlare a nome del popolo veneto o gente veneta.
Certo, con questo sondaggio commissionato da Veneto Stato, sarebbero il 40% quelli pronti ad andarsene da Roma, tuttavia sono anni che i movimenti come VS, la stessa Liga Veneta delle origini, la Lega Nord successivamente, e tanti altri ancora di ispirazione separatista parlano a nome di un popolo.
Mah, a me pare che siate sempre stati una minoranza (con tutto il rispetto, non lo dico certo per offendere nessuno) e trovo che ci debba essere una maggioranza che decide e giudica.
In ogni caso, credo sarebbe davvero interessante se un giorno fosse indetto un referendum sul Veneto indipendente. Finalmente avremmo un quadro definitivo di ciò che realmente la gente veneta pensa.
Infine, padroni a casa nostra, benissimo. Lasci però che le lanci una provocazione a tal proposito. Ma davvero vorremmo essere come Cechi e Slovacchi? Contando come il due di picche in un'Europa frammentata in una miriade di stati?
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