Già, perché dopo 337 giorni dall’inizio del
mandato di Dilma Rousseff quale successore di Lula, siamo arrivati al settimo
ministro dimessosi di cui sei per scandali di corruzione. Il governo a guida
petista, ossia retto dal PT (Partido dos Trabalhadores) sta battendo ogni
record perché non si è mai verificato nulla di simile (almeno in tempi
recenti). Sono troppi i ministri colpiti per poter pensare che il Brasile sia realmente intenzionato a combattere la corruzione.
Ecco una lista dei 6 uomini di Dilma Rousseff
usciti dal governo in seguito a pesanti accuse per aver accettato denaro o favorito gli amici e gli amici degli amici:
07/06/2011 Antônio Palocci – Casa Civil da
Presidência da República
06/07/2011 Alfredo Pereira do Nascimento –
Ministério dos Transportes
17/08/2011 Wagner Rossi – Ministério da
Agricultura
14/09/2011 Pedro Novais Lima – Ministério do
Turismo
26/10/2011 Orlando Silva de Jesus Júnior –
Ministério do Esporte
04/12/2011 Carlos Roberto Lupi – Ministério do
Trabalho e Emprego
Della squadra originaria scelta da Dilma
Rousseff, ne rimarrà almeno uno non coinvolto in scandali di corruzione? Se
continua così…
| Carlos Lupi, l'ultimo di una lunga lista |
E’ giusto citare, infine, proprio l’ultimo dei “partenti”,
Carlos Roberto Lupi, che, chiamato a chiarire le accuse mosse contro di lui, ebbe
a dire il 18 novembre davanti al Senato Federale che non aveva mentito ma
semplicemente si era dimenticato…
Assicurando d non aver mai conosciuto il
direttore della Pró-Cerrado Foundation (organizzazione non governativa che
aiuta i giovani a inserirsi nel mondo del lavoro), André Meira, e che mai era
stato nel suo jet privato, alcuni giorni dopo aveva sostenuto: “non ho mai
detto di non conoscere Meira”. Il ministro, infatti, si era dimenticato come
avrebbe sostenuto subito dopo e, pertanto, non lo si poteva accusare di essere
un bugiardo!
Paride Vallarelli

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