venerdì 11 novembre 2011

Steve Jobs, affamato e folle!


Steve Jobs con l'iPad
Steve Jobs, genio e nuovo Leonardo da Vinci secondo i suoi ammiratori e quanti hanno creduto che sia stato un grandissimo innovatore, era un “omo sanza lettere” come lo stesso Leonardo scriveva di sé cinquecento anni prima.
Già, il suo discorso pronunciato alla prestigiosa Stanford University il 12 giugno del 2005, ne fa un ritratto dell’uomo assai originale, per alcuni aspetti, e assolutamente normale per altri. In “Stay hungry, stay foolish” (Siate affamati. Siate folli), Steve Jobs racconta della sua difficile vita e delle difficoltà che la sua famiglia putativa (era stato abbandonato fin da piccino dalla sua vera madre non sposata e studente universitaria) avrebbe dovuto affrontare per fargli svolgere gli studi universitari ai massimi livelli. Perché in fondo non gli piaceva più di tanto e perché si sentiva un peso eccessivo per i suoi genitori, decise di non andare all’università e di dedicarsi a quelli che erano i suoi veri interessi.
Nei successivi 10 anni passò da un piccolo garage a un’azienda, Apple col suo Macintosh, con 4.000 dipendenti e un fatturato di 2 miliardi di dollari. Jobs, poi, attraversò ancora alcune traversie di non poco conto, licenziato da Applen stessa per poi rientrarvi da trionfatore, ed arrivò a creare ciò per il quale è piu famoso al mondo (iPod, iPhone, iPad, ecc.). Anche l’amore, l’incontro con sua moglie Laurene fu fatale. Una grandissima spinta e un’intesa che è durata fino alla sua morte.
Si, la morte per una rara forma di tumore al pancreas che Steve credeva di aver sconfitto, ma di cui riuscì a rallentare il cammino per alcuni anni. Meglio che niente, si potrebbe dire, ma la sua dipartita è stata prematura perché a 56 anni, oggi, si è ancora giovani e tanta strada rimane da fare.

Leonardo da Vinci
Certo, Steve Jobs, almeno per chi lo ha conosciuto da vicino, non era un uomo facile. Eppure, come tutte quelle persone animate da un sacro fuoco, Jobs aveva uma “missione”. Talento e genio, ispirazione e ambizione, sono stati i suoi marchi distintivi che ne hanno reso la personalità così magnetica, quasi fosse un guru, e così poco malleabile.
Chi precorre i tempi, chi ha fame, sempre molta fame e si sente “pazzo”, un pazzo creativo per cui nulla è impossibile, ha il diritto di non farsi sempre capire e di non risultare simpatico a tutti. Chissà, forse della notorietà e dei tanti soldi guadagnati (Apple a livello di brand è l’azienda con il valore più alto al mondo) non gli interessava molto.
Io me lo immagino così Steve Job, come se nulla mai gli bastasse e fosse costantemente alla ricerca di nuovi obiettivi a cui puntare.
In conclusione, sono convinto che la sua sia stata una fine ingiusta, ma non siamo noi a decidere come morire, sempre che volontariamente non si decida di farla finita. Non era il suo caso, perché se avesse potuto vivere e creare per 200 anni lo avrebbe fatto.
Come Leonardo da Vinci, genio per eccellenza, Steve Jobs merita un posto nella sommità dell’Empireo proprio al suo fianco.

Paride Vallarelli

La versione integrale del discorso "Stay hungry, stay foolish" con sottotitoli in italiano
http://www.youtube.com/watch?v=oObxNDYyZPs

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