In prima pagina, già, perché questa è stata una
lunga settimana per la città carioca. Numerosi eventi l’hanno vista al centro
della cronaca nazionale e, forse, hanno avuto anche un richiamo oltre i confini
giallo-oro. Tre le notizie principali che hanno animato la
città: la cattura di uno dei criminali più ricercati; la grande manifestazione
per le Royalties del petrolio;
l’operazione Rocinha.
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| La cattura di Nem |
Andando con ordine, la sera di Mercoledì 9
Novembre è stato catturato Nem, al secolo Antônio Bomfin Lopes, capo indiscusso
di Rocinha, la più grande favela di Rio de Janeiro e una della maggiori in
assoluto dell’America Latina. Bandito dedito allo spaccio di droga e traffico
di armi, nonché grande “elargitore” di denaro alle forze dell’ordine della
città, Nem è stato catturato mentre viaggiava nascosto nel bagagliaio di
un’auto diplomatica della Repubblica Democratica del Congo. Fermata la vettura
dalla Polícia Estadual, il console del Congo che si torvava al suo interno ha
rifiutato la perquisizione forte della sua immunità diplomatica, ma ciò non ha
impedito che l’auto fosse scortata fino al Centro della città, all’altezza di
Praça Mauar, dove, grazie all’intervento della Polícia Federal, l’immunità del
console africano è decaduta. Aperto il bagagliaio il bandito Nem è stato
arrestato.
Inutile dire che che questa operazione non è
stata frutto di una coincidenza. Nem era già stato individuato e vi era la
certezza che nell’auto del console ci fosse anche lui.
Interrogato, Nem ha sostenuto che dei suoi
lauti guadagni (si calcola che il suo fatturato fosse di oltre 100 milioni di
Reales all’anno, ossia almeno 42-43 milioni di Euro!!!) la metà circa andava
alle forze di polizia. Sarà necessario verificare quanto sostenuto dal
criminale arrestato, ma la sua latitanza è stata certamente aiutata a suon di
mazzette… quanto sia l’ammontare complessivo “elargito” ai poliziotti
probabilmente poco conta!
Giovedì 10 Novembre si è svolta nel Centro
della città una grande manifestazione indetta dallo Stato di Rio de Janeiro in
difesa delle Royalties del petrolio
con a capo il suo governatore, Sergio Cabral. Da diversi anni lo stato di Rio
sfrutta gli enormi proventi derivati dall’estrazione del petrolio a nord della
città carioca.
Tuttavia, tali proventi sono da tempo al centro
di una dura disputa tra lo stato di Rio, appunto, e il governo federale. Rio,
infatti, già contribuisce a ingrossare le casse del governo federale con una
parte delle royalties derivanti dall’oro nero, ma un progetto di legge pronto
al Senato Federale, vorrebbe che allo stato di Rio venissero richiesti altri
48,8 miliardi di R$ (circa 21 miliardi di €) entro il 2020. Qualcuno è arrivato
a calcolare che le perdite per Rio, in realtà, potrebbero arrivare fino a 125
miliardi di R$ (circa 52 miliardi di €) se la legge passasse.
Si tratta, certamente, di somme ingenti e per
uno stato povero, o non certamente ricco, come quello di Rio de Janeiro, il
colpo sarebbe duro da assorbire anche se, è giusto chiedersi, se i proventi
finora ricavati siano sempre serviti per giuste cause o, piuttosto, non abbiano
arricchito i pochi.
Già, perché nella manifestazione di Giovedì 10
a cui hanno partecipato 150.000 persone (credo che ci fosse l’intento di
portarne molte di più in piazza vista la grande mobilitazione di mezzi pubblici
gratis da ogni parte dello stato di Rio…) non si può non sollevare il dubbio che
sia passato un messaggio, a mio modesto avviso, discutibile e populistico.
Quel che non si sa esattamente è a chi vadano i
tanti soldi ricavati dal petrolio e mandare in piazza anche il “popolo delle
favelas” non può non destare qualche sospetto di demagogia. Ecco perché io penso
che quei 150.000 scesi per le strade del Centro di Rio e riunitisi alla Candelária
non sia poi un risultato clamoroso. Non sto dicendo che siano pochi, ci
mancherebbe, ma sono pronto a scommettere che si puntava ben più in alto. Ma,
d’altra parte, perché protestare per qualcosa se poi non hai un’idea precisa di
quale sia l’utilità pubblica e sociale di quei soldi? Già, dove vanno a finire
veramente tutti quei soldi?
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| I tankd della Marinha in azione a Rocinha questa mattina |
Da stanotte è in atto una delle più grandi
operazioni di polizia nel tentativo di occupare e ripulire Rocinha, la più
grande favela di Rio, da spacciatori,
trafficanti e banditi di ogni risma. La polizia installerà la 19 UPP
(Unidade de Polícia Pacificadora) che, come per altre recenti, ha il compito di
controllare il territorio (Rocinha è una città nella città). Finora è andato
tutto bene anche se alla vigilia si temeva che potesse capitare il peggio. Mi
verrebbe da dire, inoltre, che il grande evento mediatico creatosi attorno avesse
convinto per tempo i “cattivi” a lasciare Rocinha.
E’ giusto, però, sottolineare che un’operazione
del genere era tutt’altro che scontata e facile, e che le forze disposte in
campo erano enormi. Una volta tanto, perciò, eviterò la facile ironia perché il
rischio per la città era alto e molti carioca, approfittando del lungo ponte
(Martedì 15 si celebra la festa della Proclamação da Republica), se ne erano
già andati ieri mattina al mare.
Diversi sono stati i corpi speciali impegnati
per Rocinha, dal Batalhão do Choque (Polizia Militare dello Stato di Rio) ai 18
blindati (!!!) della Marinha (Marina Militare), dal famoso e famigerato BOPE, Batalhão
de Operações Policiais (vedasi in proposito più sotto un mio articolo del 2
Ottobre 2011) agli stessi Vigili del Fuoco. L’attività di coordinamento delle
forze ha permesso che l’intera operazione fosse un successo e pare non vi siano
stati intoppi. Le paure della vigilia sono risultate infondate, ma, come ho già
detto, non era assolutamente scontato che tutto si svolgesse in modo tranquillo
e pacifico.
Può essere vero, d’altra parte, che la cattura
di Nem, di cui abbiamo già detto, avvenuta solo tre giorni prima, abbia
garantito il successo dell’intervento alla Rocinha. Certo, l’arresto del
criminale solo poco tempo prima non può far pensare che sia stato casuale.
In conclusione, Rio de Janeiro è stata al
centro, anzi in prima pagina, per diversi giorni durante la settimana
trascorsa. Questa città sta cercando con non poche difficoltà di rialzarsi dopo
decenni di abbandono e incuria. Gli eventi che la vedranno protagonista, i
Mondiali di Calcio nel 2014 e le Olimpiadi nel 2016, oramai incombono e il
tentativo è quello di dare alla città una grande opportunità per riemergere.
Speriamo bene!
Paride Vallarelli
L’articolo
del 2 ottobre 2011 “Rio de Janeiro tra Rock in Rio 2011 e Tropa de Elite 2”




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