sabato 24 ottobre 2009

Già, partirò...

Ebbene si, confesso che di tempo ne ho poco e faccio fatica a starci dietro...
Questo blog avrebbe forse dovuto essere altro, ma la vita può sempre serbare sorprese e quindi va a finire, anzi è andata a finire che ancora per poco sarò a Padova.
Oramai è fatta, come si suol dire... ora proprio non posso più tornare indietro, perciò una nuova avventura mi porterà a Rio de Janeiro. Chissà, se non avessi accettato l'appuntamento col destino...
Ad ogni buon conto, questo non sarà l'ultimo post del mio blog, ma non ho idea di cosa ne scaturirà quando avrò raggiunto l'altra sponda dell'Atlantico (qualcuno forse teme per la mia vita? Ma no, per favore, la negatività fa male, non martoriatevi...). Sarà tutto diverso, immagino, ma la voglia di provarci e di stare assieme a chi si vuole bene, anzi a chi si ama, è davvero grande!

Già, partirò...

Paride

domenica 13 settembre 2009

"A spasso con Galileo"

Per quanti non lo sapessero il 2009 è l’anno che celebra l’astronomia e, soprattutto per Padova, è l’anno galileiano poiché si protrarrà fino a tutto Gennaio del 1610, quando Galileo il 7 Gennaio scopriva col suo mitico cannocchiale i famosi satelliti di Giove. Con questa premessa doverosa per quanti amano l’astronomia o molto più semplicemente per quelli che alzano la testa ed osservano le stelle, mi piace raccontare di una bella e divertente presentazione di un libro avvenuta questa mattina alla Libreria Feltrinelli di Padova.

Il libro in questione è “A spasso con Galileo” scritto e disegnato da tre persone creative e dinamiche che da qualche tempo in modo autonomo hanno costituito un gruppo, “Ambarabà Cicì Kokò”, che si appoggia all’Associazione CASO di Abano Terme (PD). Si tratta di Marika, Sara e Mirko che per diletto e passione si sono dedicati alla stesura di un lavoro per bambini (ma anche per adulti) che ha come intento quello di appassionarci tutti fin da piccoli all’osservazione del cielo.

Opera divulgativa, certo, “A spasso con Galileo” è stata meritoriamente pubblicata da Cleup (Cooperativa Libraria Editrice Università di Padova) e narra di un viaggio nel nostro Sistema Solare a contatto con i diversi pianeti che ne fanno parte. Due fratellini, Simone e Giulia, guidati nientemeno che da Galileo Galilei, vivono un’esperienza indimenticabile visitando per l'appunto i pianeti del Sistema Solare: Mercurio, Venere, Luna, Marte, Giove… E’ un’avventura spassosa con il saggio Galileo che del suo genio fa sorridere vista la notoria fama di uomo di vita…

Sono stato testimone, come dicevo all’inizio, della presentazione del libro cui ho assistito stamattina assai divertito. Il buon Mirko ce l’ha messa tutta per assomigliare al vecchio e saggio Galileo, ma la barba posticcia lo ha reso poco “galileiano” e molto simpatico ai bambini. Infatti, grazie all’io narrante di Marika, Mirko ha saputo catturare l’attenzione delle “piccole pesti” per quasi 40 minuti (no signore mamme, Marika, Sara e Mirko non sono disponibili come baby sitter…).

Ah, dimenticavo, tra il pubblico di piccini ne avevamo uno che ha candidamente confessato di conoscere già tutto del cielo, perciò davanti a tanta scienza noi tutti ci siamo inchinati (a cominciare dal buon Galileo). Insomma, un successo che premia chi ha avuto l’idea di rendere l’astronomia accessibile a tutti senza risultare astratta e poco “digeribile”. In fondo, come è stato sottolineato oggi, l’osservazione delle stelle è gratis… basta alzare la testa ed il gioco è fatto!

Per chi interessato, infine, potrà visitare il sito di “Ambarabà Cicì Kokò” e se vorrà si renderà partecipe di una nobile iniziativa nel campo del volontariato, “Progetto Tanzania 2009”, artefice del quale è il vicentino Seba "Kalli" Lubian che tiene anche un suo blog. Una parte dei proventi del libro sarà devoluta appunto per questo progetto. Più sotto troverete i riferimenti di siti e blog vari menzionati in questo post.

Paride

www.chiamalecivette.org

www.casoweb.eu

www.cleup.it

www.sebafrica.blogspot.com

www.ilvillaggiodellasperanza.it

giovedì 3 settembre 2009

Leme

Perché mi manca il rumore dell'oceano, di quelle onde che si gettano a riva sotto un cielo grigio, laddove i raggi di sole faticosamente bucano le nubi cineree.
E mi sovviene di un mondo così diverso in un inverno che non è il nostro inverno e che non sente mai freddo e che non vede mai neve e gelo. Emisfero Australe di Rio, spiaggia di Leme a due passi dall'Eden mentre le navi lente, quasi immobili, costeggiano il Pão de Açucar entrando ed uscendo dalla Baia di Guanabara...
Paride

venerdì 28 agosto 2009

Meu Brasil: in questi giorni brasiliani quando avrei potuto tenere un piccolo diario che non ho tenuto...

In questi giorni brasiliani quando avrei potuto tenere un piccolo diario che non ho tenuto...
Già, forse avrei dovuto, ma non sarei stato capace di aggiornarlo e, soprattutto, non mi sarei divertito. Credo che mi piaccia leggere i diari piuttosto che scriverli, forse perché non ho una grande propensione per l'avventura anche se per una ragione o per l'altra giro sempre molto.

In ogni caso, ora che manca poco al mio rientro in Italia con la prospettiva quasi certa, ma si, diciamolo pure, certa, che il Brasile sarà il mio nuovo mondo a partire dai prossimi mesi, beh allora penso che non avrebbe comunque avuto senso tenere un diario, perché qui ci starò per chissà quanto tempo.
Le decisioni di questo genere vanno prese per motivi professionali o affettivi, per avventura o perchè forse si scappa e si lascia alle spalle tutto il proprio passato. Ci sono mille storie, mille ragioni in queste nostre vicende umane che mutano anche improvvisamente da un giorno all'altro come nel mio caso. Quando meno te lo aspetti il mondo cambia e ti accorgi che nella vita tutto o quasi è relativo... A dire il vero, però, io di certezze nella vita ne ho sempre avute poche e diffido delle verità assolute.

Ed allora eccomi, pronto alla nuova sfida nella splendida Rio de Janeiro, che mi porterà chissà dove. Il "Meu Brasil" che tanto mi fa pensare a quanto potesse essere diverso questo mondo prima che lo conoscessi realmente. Il calore di questo popolo, di tanta gente così diversa da una città all'altra in un paese enorme, vasto e smisurato. Credo di essere finito bene, di non avere nulla da recriminare e nulla di cui pentirmi, perché, come si suol dire, le scelte "si ponderano" (uhm... io ci sono venuto ad occhi chiusi a Rio de Janeiro, perché sapevo che mi sarebbe piaciuta e perché avevo un motivo "infinitamente" valido per esserci!).

E così tra poco si partirà... Eu vou embora, eu vou partir!

Paride

lunedì 17 agosto 2009

Nuovi vessilli e stendardi...

Una breve riflessione, forse leggera, ma credo non inutile.
Perché anche una brezza di mare potrebbe spazzare via l'inquinamento delle nostre povere menti...
Lo sventolio di nuovi vessilli e stendardi, così come la babele di dialetti (e forse di qualche lingua locale), ci porteranno ad essere ancora più piccoli, o forse piccini, in un oceano di ipocrisia dove il proprio orticello da sempre offre il meglio.

Mi chiedo, perciò, se davvero è necessario scomodare la storia per fare del proprio orticello il centro del mondo senza sapere dove è il mondo...

Paride

martedì 11 agosto 2009

Seduti in quel caffè - Autori Vari

Nasce da un'intuizione di Loredana Costantini e Giampiero Paladini. L'idea, che prende forma sul famigerato Facebook, è stata quella di riunire un gruppo di persone che ha contribuito con un racconto breve ciascuno. Insomma, ne è venuto fuori un libro, pubblicato il 10 Luglio, i cui proventi andranno "a fin di bene" per qualcosa e/o qualcuno.
Anche il sottoscritto ha contribuito con un suo "pezzo", già pubblicato sul blog alcuni mesi fa, ma che potrete rileggere più sotto. Vi invio il link al gruppo "Scriviamo un libro tutti assieme?" su Facebook e vi chiedo di sostenere l'opera pubblicata: http://www.new.facebook.com/group.php?gid=51407441693&ref=ts
Mi preme sottolineare, infine, che in questi mesi Loredana e Giampiero hanno dovuto farsi in quattro (forse anche in otto) per portare a termine questo progetto. Credo che alla base di tutto ci sia stata la volontà di realizzare qualcosa di utile ed importante. Sarà forse una goccia d'acqua nel deserto, ma almeno loro ci hanno provato!

Paride Vallarelli

OIBO

Il profumo del caffè, non lo ricordavo così intenso. Oggi sembra più forte come di un aroma speziato, già, tostato ed arricchito di un gusto esotico, indescrivibile. Appeso al muro di questo piccolo bar di periferia, mentre l’avventore muto da tempo mi osserva in un silenzio impenetrabile, il tic-tac di un orologio IKEA mi riporta ai miei pensieri… E’ come se quel caffè stesse scardinando le porte del mio passato, dell’Africa dei Tropici, terra lontana che ho perduto quasi venticinque anni fa. Riaffiora impetuoso tutto alla superficie, tanti ricordi, belli, vivi, affascinanti, confinati all’oblio perenne che ora mi avvinghiano e stritolano quasi a non voler più lasciarmi andare. Correvo sulla spiaggia assolata dell’oceano, i cavalloni alti si infrangevano roboanti sulla costa emettendo un suono carico di forza che squassava l’aria.
Avevo quattordici anni. Mi girai e non c’era più nessuno. Avevo perso gli amici o forse si erano addentrati nel bush; chissà, uno scherzo, pensai. I soliti simpaticoni che si divertivano alle mie spalle, perciò accettai la sfida e puntai dritto verso il verde lussureggiante, facendo attenzione a non prendere in testa qualche cocco che cadeva qua e là dalle palme traboccanti…
Silenzio, non avvertii le voci degli amici mentre immerso nella penombra del bush udivo il verso degli animali, qualche scimmia, forse un cinghiale, delle capre. Poi sobbalzai e mi girai di scatto perché qualcosa mi aveva sfiorato. Non vidi nulla davanti a me, ma con la coda dell’occhio non mi sfuggì il movimento lento di una manina scura, nera, che mi toccava la gamba. Abbassai lo sguardo e notai un bimbo che, incuriosito, “raschiava” la mia pelle. Già, con l’unghia dell’indice cercava di togliere quella patina chiara che mi ricopriva. Mi venne da ridere ma lo lasciai fare per qualche tempo, finché fissandomi con i suoi occhioni parve chiedersi la ragione di quel colore diverso dal suo.
Mi diede la sua manina e mi condusse per un sentiero battuto. Mi domandavo dove mi avrebbe portato e finalmente lo scoprii; il suo villaggio dove altri bimbi come lui mi vennero incontro con qualche timore. Cominciarono a “raschiare” anche loro… “Oibo”, “Oibo” ripeterono più volte e sorrisero timidamente. Sorrisi anch’io e scoppiarono in una risata generale, stridula e fragorosa allo stesso tempo. Avevano vinto la loro sorpresa iniziale ed ora correvano attorno saltellando e ripetendo “Oibo”, “Oibo”. Ridevano felici come avessero scoperto un nuovo gioco, forse un nuovo amico più grande e certamente curioso per quello strano colore. Saltellavano, saltellavano…
Mi ridestai, avevo sentito aprirsi la porta del piccolo bar, e vidi un giovane africano dai modi europei entrare. Con un italiano perfetto ordinò un decaffeinato all’avventore muto, poi si girò verso di me e sorridendomi si mise a saltellare e cantare: “Oibo, Oibo, Oibo!”

Oibo: uomo bianco in lingua Yoruba (Nigeria)






domenica 17 maggio 2009

Ringraziamenti all'Associazione "Rosa dei Colli", Bastia di Rovolon (PD)

Ringrazio sentitamente l'Associazione Socio-culturale "Rosa dei Colli" di Bastia di Rovolon (PD) per la splendida serata di ieri. E' andato tutto bene e l'atmosfera coinvolgente grazie al prezioso apporto dei musicisti e dei lettori, ha reso la presentazione de "L'Inquisitore" assai suggestiva.

Paride

PS: per ulteriori informazioni sull'associazione, si veda http://www.rosadeicolli.it/